Silvana Lonardi

2016 © Silvana Lonardi

Silvana Lonardi

SILVANA LONARDI: animali immersi nell’eterno


Rieccola e quanto cresciuta artisticamente, sebbene sulla sua naturale e ben nota da sempre perizia e ironia. Silvana Lonardi (artista di notorietà internazionale, già presente a Tokyo, al Grand Palais di Parigi, a Orleans e in Svizzera) che espone parche e straordinarie opere  nella quiete elegante della libreria “Antica Baccani”, la libreria di Porta Rossa che i fiorentini ben conoscono. Silvana ha la manualità e il fascino di un antico faber della pittura, cui però unisce la sottile ironia della modernità, figlia della grande tradizione del Novecento. Da qui nascono i suoi spiazzanti e deliziosi bestiari (uccelli, pappagalli, struzzi, ermellini, oche, molti cani, ma soprattutto gli amatissimi, baudleriani gatti).












I quali non stanno, sebbene realisticamente rappresentati (ma con un sigillo più morbido) in icone naturalistiche, ma sono trasferiti in una dimensione di storia favolosa e, per dirla in breve sono situati nello spazio e nella memoria di celebri quadri classici, da Cimabue a Piero della Francesca fino a Mondrian. Talora vi abitano come creature impreviste su quelle classiche scene e spazi antichi. Tal altra prendono addirittura il posto di illustri uomini ritratti (si veda nel celeberrimo dittico pierfrancescano di Federico da Montefeltro, qui divenuto un boxer) e perfino di Madonne e Annunciazioni. Di rado uno spunto ludico di sottile intelligenza, si carica e si trasforma in una compiuta percezione figurale e pittorica, insomma si fa arte nuova. Tanto che il gioco che è alla base, l’osservatore lo coglie solo nello  spiazzamento iniziale dell’immagine, ma subito egli si avventura nel racconto “nuovo”, nello spaziato silenzio di quest’arte che finalmente abbandona il troppo amato antropocentrismo, sovente e cortigiano e ammirato, per porgerci un diverso – impossibile e perciò significativo -connubio fra natura e cultura.

Scommetto che nessuno dei numerosi visitatori di questa singolare e bella  mostra, non vorrebbe portarsi via uno di questi ritratti la cui grammatica laica non ignora un’allegra pietas.


Pier Francesco LISTRI

Da: IL PORTOLANO DELL’ARTE

IL GIORNALE DELLA TOSCANA-venerdì 1° luglio 2005